Voglia di viaggiare : Perché è dentro la natura umana


Da cosa nasce l’istinto del wanderlust? Perché alcune persone ne sono più affette di altre?

Ormai sono tanti quelli che girano il mondo, anche senza aerei, per riconquistare il tempo che ci è stato sottratto cercando di stare dietro ai ritmi frenetici della società.

Chiunque può essere preso dalla voglia di viaggiare, dai giovani ai meno giovani.

Prima di partire ad esaminare l’argomento in oggetto, è giusto distinguere chi viaggia da chi fa il turista.

Cosa significa fare il turista? E cosa significa viaggiare?

E’ molto semplice…..

Il turista appaga piaceri diversi del viaggiatore, si limita a visitare luoghi di interesse comuni e a nutrire piaceri primari quali cibo acqua ecc.

Il viaggiatore fa lo stesso, ma l’appagamento primario proviene dal nutrimento della sua conoscenza e dell’anima.

Ed ‘ proprio questo che cercano le persone che hanno voglia di viaggiare.

A loro non interessa fuggire, a loro interessa nutrire la propria anima.

 

 

Da cosa nasce la voglia di viaggio?

Ci sono varie ragioni che negli ultimi decenni hanno scatenato questa voglia di esplorare che accomuna molti di noi.

Se ci si pensa, fino a qualche centinaio di anni fa viaggiare era un’attività che potevano concedersi i ricchi e i nobili.

Secoli fa era raro sentire di qualcuno che avesse fatto il giro del mondo, oggi invece questo fenomeno è percepito come un qualcosa di assolutamente normale.

Viaggiare nel mondo è diventato fattibile un pò per tutti.

Una delle frasi più citate da chi gira il mondo in continuazione è Work-Save-Travel-Repeat, che significa Lavora-Risparmia-Viaggia-Ripeti.

Ho conosciuto personalmente tantissimi viaggiatori che con poche migliaia di euro hanno fatto il giro del mondo.

In Asia e in Sud e Centro America viaggiare è molto economico.

Per questo tantissime persone, si lasciano trasportare dalla voglia di viaggiare soprattutto in questi luoghi, dove è possibile prolungare ulteriormente la durata del viaggio dato il basso costo della vita.

 

1 – La natura nomade

Fin dai tempi antichi, l’uomo è stato un nomade, si spostava spesso per cercare cibo e trovare le migliori condizioni climatiche per vivere.

Non è nel nostro DNA restare chiusi dentro un ufficio tutto il giorno a guardare un monitor, e questo “malessere” si è scatenato decennio dopo decennio.

Non a caso, gli individui in cui la voglia di viaggio è maggiormente accentuata, sono gli stessi che svolgono lavori da ufficio o mansioni dove si è costretti a stare chiusi fra 4 mura.

Se ci pensi infatti, è più comune sentire di mollare tutto da un impiegato in banca piuttosto che da uno che ha un baracchino in spiaggia e vende spremute.

Proprio come ha fatto Claudio Pellizzeni, trovi l’intervista qui.

La natura nomade incide molto sui nostri istinti, ed è anche il motivo per cui molti scelgono di cambiare metodi lavorativi e diventare freelance, per avere la possibilità di lavorare viaggiando.

Si, sto parlando proprio dei nomadi digitali, una categoria di persone che hanno scelto di poter essere liberi da orari e giorni lavorativi, da ferie o permessi.

Grazie ad una connessione internet e ad un laptop, possono lavorare dove e quando lo preferiscono.

voglia di viaggiare

 

2- Stare chiusi fra 4 mura non fa per noi

Negli ultimi 30 anni, sono aumentati progressivamente i lavori da ufficio e, di conseguenza, sono aumentati anche gli indoor generation.

Forse anche tu sei stato vittima del mantra degli anni 90′ che ripeteva ” studia o non sarai nessuno nella vita “.

Be, a me lo hanno ripetuto allo sfinimento, e a giudicare da ciò che mi sta intorno, non sono stato l’unico a subire tale cantilena.

Questo ha portato ad un aumento dei laureati, e di conseguenza, ad un aumento dei lavori da ufficio.

Lavorare in ufficio può sembrare bello, ma nasconde diversi lati negativi difficilmente individuabili dal di fuori, come per esempio la sensazione di ovattamento che si crea nella mente di chi lavora chiuso fra 4 strette mura.

Lavorare in queste condizioni risulta estremamente stressante, ed è anche per questo che molti mollano tutto per cercare la felicità in un viaggio

 

3 – Il gioco vale la candela?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente ti ritrovi spesso, magari mentre sei a lavoro, a guardare l’ora e sperare che arrivino presto le 18 per poter staccare e tornare a casa.

Viviamo in un momento storico in cui il lavoro porta a livelli di stress mai vista prima.

Se fino a 30 anni fa il fruttuoso periodo economico ci portava a giustificare gli orari logoranti in cambio di salari prosperosi, oggi, forse a causa della crisi che ci attraversa, non è più così.

La gente non ce la fa, e spesso la prima cosa che pensa di fare in preda allo sconforto è proprio quella di liberasi di tutto e viaggiare.

La voglia di viaggiare nasce anche da questo.

Viaggiare dona libertà e serenità.

Fa scoprire nuovi lati di se che non si sospettava di possedere e fa ritrovare quella cosa che la società odierna tende a sottrarci: il tempo.

 

4- L’informazione ci dona voglia di fuggire

Al contrario di 50 anni fa, epoca in cui l’unico canale di informazioni era il fruttivendolo sotto casa, oggi siamo in grado, grazie a una connessione internet, di sapere cosa sta succedendo dall’altra parte del mondo.

Grazie alla rete, possiamo conoscere un mondo che esiste realmente, e di conseguenza questo scatena in noi la curiosità di toccare con mano certi luoghi.

Ne ho parlato spesso durante le mie interviste, ma Norbert rispecchia in pieno questo concetto, ragazzo che lasciò uno studio prestigioso di architettura a New York per poter vivere viaggiando.

Siamo costantemente attaccati a schermi di pc e computer che ci fanno vedere foto di posti mozzafiato, facilmente raggiungibili tramite voli low cost.

E’ facile farsi prendere dalla voglia di scoprire questo mondo ed esplorare posti nuovi.

Tutte queste informazioni portano a domande, quesiti che magari anche tu ti sei posto qualche volta: “Come sarà quel luogo? Si vivrà bene li? Come sarà quella spiaggia vista di persona?”

La conoscenza ha portato con se un effetto collaterale, cioè quello di desiderare di scoprire ciò che non possiamo toccare con le nostre mani.

voglia di viaggiare

 

5 – Ritrovare la libertà viaggiando

Non sono un fan sfegatato dei weekend mordi e fuggi in qualche località turistica.

Prima lo ero di più, ma da quando ho assaporato la vera essenza del viaggio lento, ho capito che quello dei due giorni non è esattamente la stessa cosa.

In mancanza di altro però, è bello prendere un aereo e andare a scoprire una cultura diversa dalla nostra anche solo per pochi giorni.

Viaggiare dona libertà, come dicevo prima, ed è anche per questo che le persone hanno sempre di più questa voglia di viaggiare.

Forse è solo un illusione, infondo tutti, alla fine del weekend, tornano ai loro lavori che magari odiano pure, ma per quegli attimi ci si sente liberi.

E’ anche per questo che amo aiutare le persone a viaggiare il più possibile, ed è per questo che creo costantemente ogni settimana viaggi super low cost.

 

 Chi viaggia ha scelto come mestiere quello del vento

 

Conclusioni e considerazioni

Siamo tutti viaggiatori infondo, chi più chi meno.

C’è chi ama viaggiare vicino casa, chi invece prova emozioni solo ad esplorare luoghi e culture completamente diverse dalla nostra.

Il viaggio è un metodo incredibile per tornare alla vita.

 

Buon viaggio a tutti.

 

Nico

 

 

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Nicolas

Ciao, mi chiamo Nicolas e sono un amante dei viaggi. Nel 2014 sono partito per un viaggio di circa un anno che mi ha portato in giro per l'Australia e l'Asia. Quell'esperienza mi ha fatto conoscere un modo nuovo di vivere e da allora, appena posso, viaggio alla scoperta di posti e culture nuove.

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