Indoor Generation: vivere e lavorare in spazi chiusi ci sta rovinando la salute

indoor generation

Da qualche decennio a questa parte è avvenuto un fenomeno interessante, cresciuto lentamente ma costantemente, che ci ha portato ad essere classificati come degli indoor generation.

Ma chi sono gli indoor generation?

Siamo noi, siamo tu ed io.

Sono le persone che passano più del 90 % del proprio tempo in spazi chiusi, senza nemmeno accorgersene.

Dormiamo, lavoriamo, mangiamo e facciamo sport sempre restando chiusi fra 4 mura.

Siamo arrivati a questo a piccoli passi.

Inizialmente abbiamo addobbato le nostre case, le abbiamo profumate e abbiamo istallato luci artificiali per provare ad imitare la luce del sole.

Poi, terrorizzati da ciò che avveniva al di fuori dei nostri spazi, ci siamo chiusi sempre di più all’interno di essi, fino ad arrivare ad oggi.

Costruendo il nostro recinto personale pensavamo di poter eludere i nostri bisogni, senza renderci conto che ci stavamo privando di una cosa fondamentale per la nostra esistenza: il contatto con la natura.

Oggi la percentuale di asmatici, insonni e depressi è in costante aumento.

Ne parla Velux, brand sempre impegnato a migliorare le condizioni abitative e lavorative delle persone, con ” The indoor Generation ” tramite uno short film in collaborazione con l’agenzia creativa ” & co ” e Martin de Thurah.

In questo corto si ha la chiara percezione che la vita degli indoor generation è tutto fuorché naturale.

I vari esempi a cui fa riferimento, il mangiare, il dormire, il cercare di rendere a tutti i costi un posto chiuso confortevole, ci porta nella maggior parte dei casi ad uno stato di depressione e angoscia.

 

La percezione che si scontra con la realtà

La nostra percezione di quanto tempo restiamo chiusi indoor è diversa dalla realtà.

Velux ha svolto un’indagine a riguardo, con un sondaggio a YouGov, in cui è emerso che l’ 82% dei 16 mila intervistati (tra cui l’Italia e il Nord America) sostiene di vivere al chiuso meno di 21 ore al giorno, mentre il 62% meno di 18 ore al giorno ( sono già comunque cifre esorbitanti ).

Peccato però che la realtà sia un pò diversa.

Percepiamo di restare indoor meno di quello che avviene in realtà.

Infatti viviamo chiusi fra 4 mura più del 90% del nostro tempo, quindi all’incirca 22 ore, tra lavoro, casa, scuola, uffici e palestre.

Un’altra informazione interessante, è come nel pensiero collettivo generale esista questa convinzione per cui l’aria negli ambienti chiusi debba essere a tutti i costi migliore di quella esterna.

Infatti così non è.

L’aria indoor può essere fino a 5 volte peggiore di quella outdoor.

Le cause soon molteplici: sostanze tossiche all’interno degli ambienti, prodotti igienici, giocattoli di plastica ma anche l’inquinamento esterno che entra negli ambienti interni e sedimenta rendendo l’aria estremamente tossica.

 

Leggi anche: ” Nel sistema lavorativo attuale c’è qualcosa di profondamente sbagliato

 

Vivere al chiuso così a lungo è un danno per la nostra salute

Hai mai guardato la tua faccia dopo una giornata passata davanti al computer chiuso fra 4 mura?

Be, io l’ho fatto.

Viso stanco, occhiaie scavate e colorito pallido; questo era il risultato.

Ciò che appare esternamente è uno specchio di ciò che avviene anche dentro di noi.

Non siamo fatti per vivere chiusi dentro a delle gabbie artificiali, ne parlo anche qui.

Sin dalla preistoria l’uomo è stato costantemente a contatto con la natura, vivendo, mangiando e cacciando in ambienti esterni.

Oggi la nostra vita ha preso una piega completamente opposta, a discapito della nostra salute.

Nel corto di Velux, la giovane narratrice nel video di indoor generation spiega, mentre scorrono immagini di ambienti chiusi poco salutari, come alcune persone con l’andare del tempo hanno cominciato ad avere problemi di salute.

Insonni, persone colte da prurito, depressione o anche asma.

Infatti è stato dimostrato che ambienti umidi, con scarsa qualità dell’aria aumenta a dismisura la possibilità di contrarre asma e prurito agli occhi e al naso.

Inoltre, è risaputo come gli ambienti chiusi incidono negativamente sul nostro umore, sul sonno e sulle nostre prestazioni fisiche e mentali.

Abbiamo provato ad imitare la luce del sole con luci artificiali, a sostituire il profumo di fiori con prodotti chimici, a scambiare la brezza marina con aria condizionata, ma tutto questo non ha fatto altro che peggiore il nostro stato di salute.

La fine della storia di Velux deve essere ancora scritta, in quanto la scelta di cambiare le cose spetta a noi con piccoli cambiamenti quotidiani.

 

Ma come risolvere il problema degli indoor generation

Intanto, cominciamo ad essere coscienti del fatto che vivere chiusi per così tanto tempo è assolutamente tossico per la nostra salute.

Troppo spesso questo fattore viene sottovalutato.

Ci si adagia sempre di più in una situazione scomoda fino ad abituarci talmente tanto ad essa al punto da non renderci più conto di quanto ci faccia male.

E’ come la storia del rospo che viene bollito nella pentola.

Se metti un rospo in una pentola di acqua bollente, il rospo schizzerà fuori in un batter d’occhio.

Se invece metti un rospo in una pentola di acqua tiepida con alla base una fiamma debole, il rospo si posizionerà sul fondo e resterà li fino a che non sarà bollito.

E’ ciò che avviene anche a noi esseri umani e soprattutto a chi fa parte degli indoor generation.

Una volta divenuti coscienti, cominciamo ad agire per cambiare questa situazione.

Non dobbiamo mentire agli altri, e ancor meno a noi stessi.

Troppo spesso giustifichiamo un tenore di vita, intrappolati fra mille scuse.

Un luogo in cui si vive o un lavoro che ci sta stretto.

Non sto bene in una città grigia? Mi trasferisco al mare.

Non mi piace stare chiuso fra 4 mura? Mi trovo un lavoro più a contatto con la natura.

Tutto è possibile, e lo testimoniano le numerose interviste alle persone che hanno cambiato vita.

Cominciamo innanzitutto ad essere coscienti di ciò che ci fa male, di ciò che non è giusto nella nostra vita.

Perché è solo lasciando andare le cose sbagliate, che si dà la possibilità alle cose giuste di raggiungerci.

 

 

Un abbraccio

 

Nicolas

 

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