lavorare 8 ore al giorno

IL SISTEMA LAVORATIVO IN CUI CI TROVIAMO

NON E’ UMANAMENTE ACCETTABILE

C’è stato un tempo in cui avrei detto senza dubbio alcuno che lavorare 8 ore al giorno è decisamente troppo, ma sarebbe troppo facile ridurre a questo il problema.

Certo, lavorare 8 ore al giorno è stancante, significa praticamente non esistere dal Lunedì al Venerdì.

In quei giorni si torna a casa stremati, e l’unica cosa che si ha voglia di fare è buttarsi sul divano, mangiare patatine e imbottirsi di roba trash in TV.

Si, forse quando si è giovani, si ha la voglia e le energie per fare sport ed uscire con gli amici anche di Martedì sera.

Ma quando si hanno 45 anni e 2 figli, alle 21 l’unica cosa che riesce a smuovere le tue gambe è il pensiero di andare dal divano al letto di casa.

Poi arriva il weekend, e si ha l’illusione di avere due giorni liberi.

Spesso si passa il primo giorno a sbrigare tutte quelle faccende che non si è riusciti a fare durante la settimana per mancanza di tempo ( spesa, commissioni, pulizie ecc. ).

Il resto del weekend lo si passa ammassati l’uno sull’altro in località gettonate da tutti: d’estate al mare, d’inverno in montagna o in qualche centro commerciale.

Che dire poi delle famose 3 settimane di ferie all’anno?

Provate ad andare in Puglia ad Agosto e trovate un posto in spiaggia se ci riuscite.

Si lavora tanto, si lavora male, e il tempo libero a disposizione non è di qualità.

Fatte queste premesse, mi sembra chiaro che nel sistema lavorativo in cui ci troviamo ci sia qualcosa di profondamente sbagliato.

Ma quindi cosa?

Perchè questo pacchetto preimpostato è così difficile da tollerare?

Perchè sempre più persone si ribellano a tale sistema per fuggire dalla società e cercare stili di vita alternativi?

 

Lavorare 8 ore al giorno: come ci siamo arrivati

Un tempo si lavorava molto di più.

Fino al XIX secolo i turni in fabbrica erano addirittura di 15 ore al giorno.

Le cose per le azienda andavano a gonfie e vele, almeno così sembrava, ma ad un certo punto successe un fenomeno: lavorare tutte quelle ore rendeva depresse le persone.

La depressione influiva negativamente sul rendimento degli impiegati, che finivano per produrre meno del dovuto.

Con l’andare del tempo quindi i governi dei diversi paesi si convinsero di dover adottare un nuovo modello lavorativo.

Tale modello doveva tenere le persone dentro le aziende abbastanza tempo da poter produrre in modo opportuno, ma non troppo da renderle tristi.

Doveva inoltre lasciare abbastanza tempo libero per poter sbrigare le faccende di prima necessità ( spesa, pagare bollette ecc. ), ma che non fosse abbastanza da permettere alle persone di riposarsi a sufficienza.

Dopo varie prove, si arrivò alla conclusione che lavorare 8 ore al giorno era l’ideale.

Le famose 40 ore a settimana calzano a pennello con la produttività e il consumismo.

Questo quantitativo di ore consente alle aziende di mantenere alta l’asticella della produzione, e aiuta l’economia a girare nel migliore dei modi.

lavorare 8 ore al giorno

 

Leggi anche: “Ossessione della carriera: meglio scegliere la vita

 

Renderci stanchi per consumare di più

Lavorando 8 ore al giorno, si arriva a casa stanchi, e l’ultima cosa che si vuole fare è qualcosa di costruttivo per noi stessi come andare in palestra o leggere un libro.

Cosa viene naturale fare invece?

Mettersi sul divano e guardare TV e spot pubblicitari che ci incitano a spendere soldi.

Inoltre, essendo il tempo libero così ridotto, ci sentiamo in obbligo di ottimizzarlo, comprando cose che ci aiutino ad essere più comodi nei pochi momenti di relax.

Vogliamo la TV gigante, la poltrona più comoda, l’automobile più larga, la macchina del caffè automatica, il computer più veloce, e ovviamente la casa più grande.

Tutte cose che costano più di quello che le persone comuni potrebbero realmente permettersi.

All’epoca dei cambiamenti infatti, sorse un nuovo problema: le persone, seppur volendo consumare, non potevano permetterselo.

Insomma, non tutti possono sborsare di punto in bianco 1400 € per un televisore o 2000 € per un computer.

Ecco quindi la soluzione perfetta: finanziamenti per piccoli elettrodomestici.

Il tassello mancante che ha innescato uno dei cicli dell’abitudine più potenti di sempre.

La depressione da lavoro porta ad acquistare dei beni che non puoi permetterti, quindi chiedi il finanziamento, che ti obbliga a tener fede al prestito, che ti porta a lavorar di più , e di conseguenza ti rende ancora più triste di come lo eri inizialmente.

lavorare 8 ore al giorno

 

L’ideale sarebbe…..

Secondo uno studio del Melbourne Institute of Applied Economic and Social Research, l’orario ideale di lavoro sarebbe 3 ore al giorno per 5 giorni alla settimana.

E’ stato constatato che lavorando questo lasso di tempo riusciremmo a produrre all’incirca quello che produciamo con 8 ore di attività giornaliere.

Questo perchè secondo degli studi, dopo 3 ore di attività perdiamo drasticamente le nostre abilità cognitive e mentali, rendendo le restanti ore lavorate praticamente nulle.

Lavorare 8 ore al giorno, quindi, non significa lavorare di più.

Da alcuni studi inoltre è emerso che nell’arco di una giornata lavorativa standard di 8 ore, un impiegato medio ne lavora effettive circa la metà.

Il restante del tempo viene occupato da piccole pause ( chiacchiere fra colleghi, pause caffè, ricerche su internet ecc. )

Lo hanno capito alcuni paesi come Olanda e Danimarca, che hanno abolito il fatto di lavorare 8 ore al giorno abbassando la soglia settimanale da 40 a 33 ore.

Questi ultimi infatti non lavorano mai oltre le 4 del pomeriggio, e il venerdì staccano anche prima.

La cultura dello straordinario non esiste; a nessun Danese verrebbe mai in mente di rimanere oltre l’orario di lavoro previsto, infatti dopo le 4 gli uffici sembrano veri e propri deserti.

Anzi, paradossalmente, restare a lavoro dopo l’orario di fine turno non è visto di buon occhio, in quanto è sintomo di poca organizzazione ed inefficienza.

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L’esperimento di Stephan Aarstol

Negli Stati Uniti, esattamente in California, c’è un’azienda chiamata Tower Paddle Boards che produce tavole simili a quelle da surf.

Il Ceo di quest’azienda è appunto Stephan Aarstol.

Stephan, dopo essersi documentato sul rendimento dei lavoratori e sul lavorare 8 ore al giorno, decise di punto in bianco di abbassare l’orario di lavoro da 8 a 5 ore al giorno.

Riunì tutti in una stanza e disse: ” da domani lavorerete tutti 5 ore invece che 8, e la vostra paga oraria sarà raddoppiata “.

Ovviamente tutti pensarono che Stephan fosse impazzito, ma i risultati furono strabilianti.

Ovviamente Stephan sapeva far quadrare bene i conti.

Aveva calcolato che, se le cose fossero andate come prevedeva, il rendimento dei suoi lavoratori sarebbe aumentato e quindi avrebbe guadagnato di più.

Decise quindi che poteva permettersi di spartire una parte del guadagno con loro e quindi pagarli maggiormente.

Chiesi ai miei lavoratori di rendere il doppio di quello che avrebbero fatto in 8 ore, in cambio sarebbero stati pagati meglio e avrebbero avuto più tempo a disposizione.

Fissammo così un livello di produzione da raggiungere

Dopo un anno, nel 2015, l’azienda entrò nelle 5000 aziende americane cresciute con più rapidità nel precedente biennio.

 

Leggi anche:”Il valore del tempo: non sono i soldi che fanno la felicità, ma è il tempo a disposizione

 

Un inizio senza una fine

Lavorare 8 ore al giorno è una delle abitudini più radicate nella nostra società.

Le persone sono talmente assuefatte da questo sistema che sono arrivate al punto di difenderlo.

Il problema, poi, non è tanto lavorare 8 ore al giorno.

Il problema sono le 8 ore moltiplicate per anni di continue routine senza fine, è l’impossibilità di potersi gestire giorni e orari, è il fatto di non avere il tempo per coltivare passioni e relazioni.

E’ l’impressione che ogni giorno sia uguale a quello precedente.

Ci sono tantissimi lavori a questo mondo che necessitano di dover lavorare anche più ore, ma solitamente questi lavori prevedono poi dei lunghi periodi di pausa tra l’uno e l’altro.

Nel pacchetto preimpostato della società invece, c’è un inizio ma non c’è una fine.

I salari non proporzionati, insieme alla difficoltà di trovare nuovi impieghi, non permettono di potersi prendere delle pause di media/lunga durata per rigenerarsi dallo stress accumulato.

Ognuno di noi ha bisogno di staccare.

E non sto parlando di quelle 3 misere settimane di ferie all’anno in cui non si ha nemmeno il tempo di immergersi in una cultura straniera.

Io intendo staccare sul serio.

Tutti dovrebbe avere la possibilità e il sacrosanto diritto di prendersi il proprio tempo per stare con i propri cari, vivere esperienze di vita, vedere crescere i propri figli e coltivare le proprie passioni.

 

Fare un lavoro che piace aiuta, ma…..

Certo, fare un lavoro che piace aiuta, ma non penso che sia questa la soluzione per poter tenere testa a questi ritmi frenetici.

Voglio dire, io amo viaggiare, ma per quanto possa adorare questo settore, se restassi 8 ore dentro un ufficio tutti i giorni tutto l’anno, prima o poi ne uscirei stremato.

Ma quindi, qual’è la soluzione a questo meccanismo?

Due parole: Nomadismo digitale.

I nomadi digitali vivono con le loro passioni, possono lavorare da dove vogliono nel mondo e possono gestire a loro piacimento gli orari di lavoro.

In questo modo escono dalle routine, fanno ciò che amano e mentre lavorano possono esplorare nuove terre.

Meglio questo, o restare ogni giorno della tua vita fra le stesse 4 mura bianche?

lavorare 8 ore al giorno

 

Leggi anche: ” Nomadi digitali: chi sono e cosa fanno“.

 

Un abbraccio

 

Nico Fontana

 

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