Claudio Pelizzeni: 1000 giorni intorno al mondo e la pubblicazione di un libro, oggi posso dire di essere davvero felice.

Claudio Pelizzeni, 36enne originario di Piacenza, è conosciuto da molti come quello che, dopo aver mollato un buon lavoro in banca con tanto di contratto a tempo indeterminato, ha girato il mondo senza aerei per oltre 1000 giorni toccando tutti e 6 i continenti completamente da solo.

La sua avventura è stata seguita da molti, il suo libro è stato un piccolo miracolo editoriale e ciò che ha reso tutto ancora più entusiasmante è che Claudio ha compiuto questa impresa pur essendo affetto da una forma di diabete sin dall’età di 9 anni.

La sua storia è stata e sarà sempre uno stimolo e una prova concreta che infondo, se davvero lo si vuole, ogni sogno è raggiungibile.

 

 

” Ciao Claudio, ho letto il tuo libro tutto d’un fiato ed è stato emozionante. Durante la lettura però mi sono sempre chiesto come ha fatto un’avventuriero come te a resistere per ben 10 anni dentro un ufficio in banca. Cosa ha fatto scattare quella molla che ti ha portato a mollare tutto?

Ciao Nicolas, ogni tipo di cambiamento, soprattutto quando si parla di qualcosa di così radicale, richiede tempo.

All’epoca avevo conseguito la mia laurea e ho voluto provare a tutti i costi a far funzionare le cose restando a casa mia e facendo un lavoro che in realtà non mi appagava.

In più, la crisi economica che ci aveva colpito, aveva reso il cambiamento ancora più difficile in quanto pensare di mollare tutto in quel momento era visto da tutti come qualcosa di utopico.

Da quando visitai l’Australia però, dentro di me si accese qualcosa, e da quel punto fu solo questione di tempo, e così è stato.

 

” Alla fine del tuo libro stai tornando in Italia per chiudere il tuo cerchio. Avresti potuto vivere ovunque, perché hai deciso di fermarti proprio qui?

Anche se ho girato il mondo e amo viaggiare, questo non significa che non sia affezionato alle mie radici, anzi..

Amo l’Italia e amo la mia città, e una volta tornato ho deciso di provare a stabilirmi con una base operativa qui per proseguire con i miei progetti.

Resto in Italia comunque solo dai 3 ai 5 mesi all’anno, e questo lasso di tempo è perfetto per godermi appieno la mia famiglia e le mie amicizie.

IG @triptherapy

 

” Ho letto vari libri di altri viaggiatori e persone che hanno cambiato radicalmente vita, ma tu sei uno di quelli che è stato lontano da casa più a lungo, 1000 giorni. Com’è stato tornare?

E’ stato come essere dentro una centrifuga di emozioni per un intero anno.

Paradossalmente ho ritrovato un pò di ” normalità ” partendo per il Nepal ad Ottobre 2017.

Una volta tornato dal Nepal dopo 3 mesi, ho deciso di improntare una vita diversa qui in Italia e di cominciare a godere di più di quello che questo paese mi può dare, e cioè il calore di ritrovare amici e parenti ad ogni mio ritorno.

In effetti, questa è sempre stata una cosa che invidiavo di mio fratello, quando ad ogni suo ritorno notavo in lui l’entusiasmo di andare a trovare amici e parenti e raccontare le sue avventure.

Finalmente, grazie ai vari viaggi di gruppo che organizzo e alle collaborazioni che instauro, ad ogni mio ritorno sento l’indescrivibile emozione di riabbracciare tutti, ed è semplicemente fantastico.

Inoltre, passando meno tempo a casa mi sembra di avere davvero qualcosa da dire con i miei amici; quando vivevo fisso qui si finiva sempre per parlare delle solite cose.

La routine spesso ammazza le relazioni, le rende sterili.

 

” Ormai è passato un pò dal tuo grande viaggio. Senti mai la nostalgia del tuo cammino?

Sinceramente no.

E’ un capitolo chiuso della mia vita che mi ha cambiato e condizionerà senza dubbio le scelte che farò nel corso della mia vita, ma non è qualcosa di cui ho nostalgia.

Probabilmente perché è qualcosa che si è esaurito, è durato il tempo necessario per far si che qualcosa di nuovo possa avere inizio, che è quello che sto vivendo ora.

E’ come quando si finisce una bellissima storia d’amore, non per fattori esterni, ma solo perché semplicemente l’amore è finito in maniera rispettosa per entrambi.

Non precludo comunque che farò altre esperienze simili in futuro, amo viaggiare quindi ogni strada in quell’ambito è aperta e ben accetta.

 

” Immagino anche che un viaggio del genere ti cambi radicalmente. Che rapporto hai con il denaro adesso? I tuoi valori sono cambiati rispetto a prima?

Rispetto a prima le mie priorità sono cambiate radicalmente. Ora valuto tutto ciò che posso comprare in base al tempo che ci ho dedicato.

Attenzione però, io non ho niente contro gli oggetti di lusso, io stesso posseggo un Iphone, però so esattamente perché lo ho e a cosa mi serve.

Diciamo che ora acquisto solo cose che mi sono realmente utili, al contrario di prima che troppo spesso facevo acquisti solo per colmare dei vuoti che erano presenti nella mia vita.

IG @triptherapy

 

” Passare dal fare il manager in Banca a Blogger, Video Maker e organizzatore di viaggi. Come hai fatto a reinventarti così? Che difficoltà hai riscontrato?

Ho semplicemente raccolto il frutto di quello che ho svolto durante il mio viaggio.

In quei 1000 giorni ho imparato a fare il video maker e ho sviluppato abilità organizzative che mi aiutano oggi a poter viaggiare con TripTherapy; ho anche messo a frutto i contatti prodotti in giro per il mondo, per portare persone a vivere esperienze il più possibile simili a quelle che ho vissuto io.

Inoltre il libro ” L’orizzonte ogni giorno un pò più in la ” è andato molto bene, e ne è già in cantiere un altro quindi restate sintonizzati.

Oggi faccio quello che mi piace, lavoro con le mie passioni e non c’è nulla del mio lavoro che mi pesa.

Quando mi sveglio la mattina è bellissimo sentire di stare realizzando qualcosa che mi appassiona, al contrario di prima che ogni mattina era una sofferenza andare a lavoro.

 

” Poter lavorare con ciò che appassiona di più è il sogno di molti. Quando sei tornato però non sapevi bene cosa avresti fatto. Ti è mai frullata in mente l’idea di tornare a lavorare in Banca?

No, quello è senza dubbio un capitolo chiuso della mia vita.

Viaggiando per 1000 giorni intorno al mondo ho sviluppato competenze che, con le giuste mosse, sapevo di poter rivendere, e non avrei mai accettato di tornare a fare un lavoro che sapevo di odiare.

Vivere con le proprie passioni è assolutamente alla portata di tutti, questo è un messaggio che cerco sempre di trasmettere.

Spesso le persone sono bloccate dalla convinzione che i sogni che hanno siano irraggiungibili, ma ciò non vieta loro di lottare per far si che le condizioni contingenti cambino a tal punto da rendere quel sogno più alla loro portata.

Il problema è che molte persone, al giorno d’oggi, fanno una vita con il pilota automatico, sono rimaste assorbite dalla monotonia e i sogni li hanno dimenticati.

Vivere dalla parte delle passioni è una scelta che tutti dovrebbero tenere in considerazione nella vita, perché in questo modo difficilmente si avranno dei rimpianti.

E’ chiaro poi che un sogno lo bisogna volere fortemente, conosco molti che dicono ” anche a me piacerebbe mollare tutto e girare il mondo “, però chi è realmente disposto a farlo?

Io stesso ho avuto delle difficoltà non indifferenti, ho elemosinato cibo alle panetterie in chiusura, ho dormito per strada e nelle stazioni di servizio, c’è mancato poco che rovistassi nell’immondizia per trovare del cibo.

La gente è innamorata del traguardo e non del tragitto, è questo il problema. Ognuno deve trovare la sua strada e la sua soluzione.

IG @triptherapy

 

” Le persone che si licenziano e partono per viaggiare sembrano in aumento anno dopo anno. Secondo te che collegamento c’è tra il viaggiare e la rinascita? Perchè sempre più persone mollano tutto per poter essere liberi, anche solo per un periodo di tempo limitato?

Penso che tutto si ricollega al fatto che alle persone manca il tempo.

Una persona media, che fa un lavoro ordinario, riesce ad avere giusto 3 o 4 settimane all’anno per poter andare in vacanza, e questo non gli consente di poter assaporare la vera essenza del viaggio.

E’ anche per questo che sempre più persone scelgono di viaggiare a piedi, senza aerei, perché viaggiando lentamente si riscopre qualcosa che molti hanno dimenticato essere la cosa più importante della nostra esistenza, e cioè il tempo.

Inoltre, questo fenomeno sta avvenendo ora perché le persone, grazie ad internet e ai social network, si informano e vengono a conoscenza di un mondo che c’è ed è alla portata di tutti.

Al contrario, 70 anni fa, non c’erano mezzi di comunicazione, di conseguenza una persona che nasceva rotonda difficilmente poteva morire quadrata.

 

” Si sente spesso parlare di Confort Zone, pensi che sia una trappola o è un qualcosa in cui le persone possono veramente trovare la felicità?

Credo che non ci sia niente di male ad amare una vita monotona.

La cosa importante è chiedersi : ” sto facendo davvero ciò che mi piace” ? Se la risposta è si, bene continua a farlo.

La chiave non è tanto la risposta, ma è il farsi la domanda giusta. Le risposte poi vengono in automatico, è come un effetto domino.

Farsi delle domande scomode richiede molta più energia che darsi le risposte.

Inoltre, bisogna tenere in considerazione che molti non arrivano nemmeno a porsi le domande, restano chiusi nel loro malessere interiore senza nemmeno capirne il motivo.

In giro è pieno di persone stressate, e se gli chiedi il perché lo sono, non sanno neanche loro risponderti, oppure ti dicono che è la vita che è così.

Ma la realtà è che, semplicemente, non vogliono ammettere a se stessi di avere una vita che non gli piace, e preferiscono dare la colpa a fattori esterni.

 

” Tu hai dato una notevole svolta alla tua vita e sembra che il tuo cammino sia solo all’inizio. Quali sono i tuoi progetti futuri? Come ti vedi fra 10 anni?

Spero fra 10 anni di poter portare mio figlio in giro per il mondo.

Intanto, sto programmando il cammino di Santiago che farò a Settembre partendo direttamente da Piacenza, a piedi. Per tutta la durata del viaggio farò voto di silenzio, quindi saranno circa 3 mesi senza parlare con anima viva.

Poi ho già in programma di passare altri 3 mesi in Giappone in Primavera dell’anno prossimo. Uscirà un secondo libro ad inizio 2019, quindi seguirà tutta la promozione del caso.

Inoltre, ho in mente un progetto di volontariato in Madagascar ad Agosto del 2019.

Di carne al fuoco direi che ce n’è abbastanza.

 

” Perfetto Claudio. Ci lasci con un messaggio per la community?

Restate dalla parte dei sogni, sempre!

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