La vita è come un puzzle: cerca di incastrare solo i pezzi perfetti

“Non smettere mai di cercare ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

Questa penso sia una delle frasi che mi rappresenta di più in assoluto.

Ci avete mai fatto caso che la maggior parte della gente finisce per “amare” ciò che ha, finendo addirittura per disprezzare ciò che stava cercando, solo perché non lo ha trovato?

Forse è capitato anche a te che stai leggendo.

E’ vero che il grande DeAndrè disse: “Quello che non ho, è quel che non mi manca”, ma cerchiamo di non esagerare con questo concetto…..

Un lavoro, un partner, un amico.. Qualcosa che prima non ti andava giù, ma che con l’andare degli anni hai imparato a farti andare bene, solo perché non sei riuscito a trovare quel qualcosa che amavi davvero.

Questa è la più grossa presa in giro che un essere umano può fare a se stesso.

Partiamo volendo fare un determinato tipo di lavoro o volendo un determinato stile di vita, ci si pone un obiettivo, ma a volte raggiungerlo è davvero difficile, così ripieghiamo su qualcos’altro a malincuore;

all’inizio si disprezza dover optare su qualcos’altro, ma dando tempo al tempo finiamo per dire ” ma si, infondo non è poi così male

“Lo schiavo non è quello che ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare la libertà.” ( Silvano Agosti )

 

La sottile differenza fra il piacere e il farsi piacere

Una volta qualcuno mi disse: le persone sono brave a raccontarsi storie per sentirsi meglio.

E’ difficile mantenere una coscienza perfetta sulla propria vita, e spesso le persone finiscono per raccontarsi delle belle storielle per potersi sentire meglio.

Di che storie sto parlando?

Parlo di quelle scuse che ci si racconta per non affrontare la verità, come quando non si è riusciti a trovare il lavoro dei propri sogni e si è finiti a fare tutt’altro, e ci si racconta che quel lavoro dei sogni, infondo, ti avrebbe tenuto lontano da casa per molto tempo, oppure era malpagato, ecc. ecc., insomma…… “storie”.

Si finisce così per farsi piacere qualcosa che in realtà non piace, ma allora, non sarebbe stato meglio non rinunciare?

Ci costringiamo a far andare bene un pezzo di un puzzle che in realtà non combacia per niente con la nostra vita, solo perché ci si è stancati di cercare il pezzo perfetto.

vita come puzzle

 

La vita come un puzzle: quante volte abbiamo incastrato pezzi sbagliati?

Esiste un puzzle che è la nostra vita. Esistono i pezzi del puzzle che sono le cose e le persone che entrano a far parte della nostra vita.

Se un pezzo di un puzzle non combacia perfettamente con noi, abbiamo due scelte, o continuare a cercare il pezzo perfetto, o incastrare il pezzo sbagliato.

Ma ricordati: Il puzzle sei tu, il pezzo del puzzle è quella cosa che vuoi fare entrare nella tua vita; se il pezzo non combacia perfettamente, sarai tu o il pezzo del puzzle che dovrà smussare gli angoli? e quale prezzo dovrai pagare per questo?

Quante volte ti è capitato di farti andare bene un lavoro o una relazione per anni, cercando di incastrarla nella tua vita come se provassi ad incastrare un pezzo di un puzzle che in realtà non andrebbe in quel punto.

Rimaniamo incastrati noi stessi in qualcosa che non ci appartiene perché ci convinciamo che prima o poi gli angoli di quel pezzo si smusseranno e alla fine riuscirai ad incastrarlo alla perfezione, ma è solo tempo sprecato.

Se qualcosa non va bene per noi, contro ogni probabilità non andrà mai bene, proprio come un pezzo di un puzzle che non si modellerà mai per quel posto che non è il suo.

Al contrario, c’è un pezzo del puzzle da qualche parte che sarebbe perfetto per noi che, rassegnati, abbiamo smesso di cercare.

vita come puzzle

 

Le conseguenze nel lungo periodo

Ci sono persone che vanno avanti decenni con dei pezzi incastrati in parti sbagliate del puzzle.

Mantenere per anni e anni qualcosa che in realtà non combacia con noi, porta solo stress e rabbia.

Pensateci, quante volte vi è capitato sul lavoro di litigare con il vostro capo o di non andare d’accordo con i vostri colleghi fino al punto di esplodere e mollare tutto e sentire un senso di liberazione immensa.

Quella è la sensazione di aver staccato un pezzo dal puzzle che non era al posto giusto.

E’ come togliersi un sassolino dalla scarpa.

Dopo un pò di tempo ci si fa l’abitudine a quel sassolino, ma quando lo si toglie ci si ricorda di quanto fosse bello camminare senza di esso.

Stessa cosa con un partner, a volte si passano anni e anni con una persona che sappiamo dentro di noi, nel profondo, che non ci appartiene, ma la lasciamo li, incastrata, sperando che prima o poi combaci perfettamente, ma ci sono le litigate, lo stress e la rabbia che non si possono ignorare.

E’ assurdo tutto il tempo che sprechiamo con dei pezzi di puzzle incastrati male, quando basterebbero pochi istanti per capire che in realtà, non siamo fatti l’uno per l’altro.

Quindi, non smettere mai di cercare quel pezzo perfetto del nostro puzzle diventa un obbligo….. trovarlo resta una fortuna.

 

“Solo quando avrai smesso di rincorrere le cose sbagliate… darai una possibilità alle cose giuste di raggiungerti.”

 

 

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