intervista Gianluca Orlandi

Gianluca Orlandi, da disegnatore meccanico in Italia a “Blogger giramondo”:La vita non è fatta per essere vissuta in un solo luogo

E’ possibile passare dal fare il disegnatore meccanico in Italia al Blogger e nomade digitale nel mondo? Evidentemente si.

” Sono troppo impegnato. Fare il lavoro dei miei sogni è troppo difficile. Non ho tempo per fare quello che mi piace davvero” Queste sono solo alcune delle frasi che la maggior parte delle persone usano per convincersi che cambiare vita sia troppo difficile.

Per fortuna però, esistono prove viventi a dimostrarci il contrario.

7 anni fa Gianluca ha mollato il suo lavoro in Italia in direzione Londra, e da li si è innescato un effetto domino che lo ha portato in giro per il mondo, e spinto da una determinazione senza freni e dalla voglia di viaggiare, è riuscito a cambiare drasticamente vita e ad esaudire i suoi desideri.

 

” Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo ( Lao Tzu ).

Ciao Gianluca, dicci chi sei e dove vivi…..

Ciao Nicolas, grazie per avermi contattato e per darmi la possibilità di condividere la mia strana storia sul tuo blog!

Mi chiamo Gianluca Orlandi, compirò 35 anni fra circa 2 mesi e al momento mi trovo a Medellín, la città dell’eterna primavera colombiana, ultima fermata di un lungo viaggio durato circa un anno e mezzo in cui ho letteralmente fatto il giro del mondo zaino in spalla, senza però rinunciare al mio lavoro.

Prima di intraprendere questo viaggio però ho visitato e vissuto in diversi paesi in giro per il mondo, tra cui Spagna, Thailandia, Messico e appunto Colombia.

Tutto ebbe inizio nell’ormai lontano 2009, quando decisi di lasciare un posto di lavoro fisso in Italia per vivere all’estero e viaggiare, senza però essere legato ad un solo luogo.

Per farlo ho dovuto reinventarmi diverse volte lungo il percorso, non solo a livello personale ovviamente, ma anche professionalmente.

gianluca orlandi intervista
IG @gianluca_orlandi

 

” Per intraprendere un percorso del genere penso sia fondamentale un forte spirito di adattamento. Oggi cosa fai esattamente per vivere?

Nel corso degli ultimi anni ho cambiato spesso la mia professione, ho iniziato lavorando per alcuni clienti e pian piano ho spostato il focus su un numero crescente di progetti personali.

Da freelance sono diventato imprenditore digitale, ideando, lanciando e facendo crescere diversi progetti editoriali sul web legati al mondo dei viaggi, unendo le conoscenze di SEO e Affiliate Marketing acquisite durante la mia esperienza londinese, alla mia passione per viaggiare, fare nuove esperienze in giro per il globo e conoscere nuove culture.

Così nell’ordine ho creato diversi progetti che oggi mi garantiscono delle entrate, indipendentemente dal luogo in cui mi trovo.

Di seguito ti elenco quelli che sono i più importanti e a cui sono più affezionato:

Viaggiare Gratis: si tratta di un blog di viaggi dove condivido i miei viaggi e do consigli per volare low cost, utilizzare le numerose risorse web che permettono di scovare voli economici, hotel e alloggi scontati, offerte di viaggio e consigli sui paesi che ho visitato personalmente;

Cambiare Vita: è un portale di riferimento per chi vuole trasferirsi, vivere e lavorare all’estero nato mentre mi trovavo a Bangkok, Thailandia, nel Dicembre 2014. Ho iniziato questo progetto raccogliendo interviste ed esperienze di altri italiani all’estero con l’obiettivo di creare una lista dei migliori paesi in cui vivere, tenendo in considerazione vari aspetti quali il costo della vita, la ricerca di lavoro all’estero, banche, assicurazioni, servizi di money transfer etc

Bagaglio a Mano: si tratta di un vero e proprio manuale di sopravvivenza alle aerolinee di tutto il mondo, per essere sempre in regola con le misure dei bagagli, il peso e il contenuto e scegliere il miglior trolley o zaino per volare con una determinata compagnia aerea.

Messico: il mio ultimo progetto in ordine di tempo, ho ideato questo portale sul Messico per condividere tutte le mie conoscenze su un paese di cui sono innamorato e in cui ho passato molto tempo negli ultimi anni. Mi piacerebbe creare inoltre dei portali specifici su altri due paesi che conosco bene, la Thailandia e la Colombia, ma devo trovare il tempo per farlo J

” Creare tutti questi progetti deve averti preso molto tempo. Ma come riesci a monetizzare con essi?

Il modello di business è molto simile tra tutte le pagine: scrivo guide e articoli dettagliati e aggiornati il più possibile su un determinato argomento, li pubblico e posiziono alcuni banner pubblicitari e link affiliati a servizi o prodotti che conosco bene e che utilizzo personalmente durante i miei viaggi.

Ci vogliono però migliaia di visite al giorno per assicurarsi un guadagno stabile, per cui il mio lavoro si riassume in poche parole così:

Viaggio “low cost” per conoscere nuove città e nazioni e scrivo contenuti per i miei siti web raccontando la mia esperienza diretta, ottimizzando gli articoli in ottica SEO e applicando le mie conoscenze di affiliate marketing, cercando di creare sempre nuove guide utili per i miei lettori e che possano aiutare con consigli pratici e “trucchi” chi cerca informazioni su un determinato argomento, dando informazioni veritiere, accurate e “vissute in prima persona”.

L’obiettivo è scrivere come se stessi parlando ad un amico, in modo che i lettori che arrivano sui miei blog possano trovare quello che sulle guide di viaggio “tradizionali” spesso non si trova, e cioè l’esperienza diretta dell’autore.

Ecco perché curo nei dettagli tutti i contenuti e ogni giorno rispondo personalmente alle decine di commenti, messaggi ed email che ricevo.

Oltre ai miei progetti web ho scritto anche 3 piccoli ebook che vendo su Amazon in formato digitale e cartaceo, e che costituiscono una piccola parte delle mie entrate mensili; un ebook su Londra, uno sui Nomadi Digitali e uno con argomento Cambiare Vita di cui si possono trovare maggiori informazioni qui https://www.gianlucaorlandi.io/libri

Ci sono anche altri modi per poter guadagnare con un blog, ad esempio attraverso consulenze o promuovendo prodotti dalle aziende che ogni settimana mi contattano, ma nonostante sia un modo abbastanza facile e remunerativo di monetizzare un sito web, è un metodo che non amo particolarmente e che puntualmente rifiuto.

Non mi piace infatti svendere il mio blog in cambio di pochi euro e non voglio parlare in prima persona di prodotti o servizi che non conosco personalmente, per non perdere la fiducia dei miei lettori ed evitare di “sponsorizzare” servizi non in linea con il mio modo di viaggiare.

intervista gianluca orlandi
IG @gianluca_orlandi

 

” Per arrivare a dove sei ora il cammino deve essere stato impegnativo. Parlami di cosa facevi prima di tutto questo e soprattutto cosa ha fatto scattare la voglia del cambiamento..

In Italia lavoravo come disegnatore e progettista meccanico, ma avevo dei sogni che non andavano d’accordo con un posto fisso e un lavoro d’ufficio in quella città, Como, dove sono nato e cresciuto.

Sognavo di viaggiare, imparare nuove lingue e conoscere nuove culture, e vivere per diversi mesi o anni in varie città in giro per il globo; in poche parole volevo sentirmi cittadino del mondo.

Avevo però bisogno di una nuova professione che mi permettesse di slegarmi da un concetto che ritengo abbastanza antiquato oggigiorno; il posto fisso inteso non solo come impiego ma soprattutto come luogo in cui vivere.

Decisi dunque di licenziarmi, fare i bagagli e trasferirmi a Tenerife, con il primo di tanti biglietti di sola andata prenotati in questi ultimi anni.

Non avevo ancora le idee ben chiare su quello che volevo fare, ma durante quei 5 mesi passati in shorts e infradito cominciai ad avvicinarmi al concetto di nomadismo digitale, conoscendo un ragazzo che lavorava in remoto grazie al web con clienti italiani e spagnoli. Si era accesa la classica lampadina!

Tornato a casa in Italia dopo qualche mese per mancanza di fondi, riuscii a trovare un lavoretto che mi permetteva nel tempo libero di dedicarmi alla mia nuova passione; creare pagine web, vendere oggetti online su eBay, e cominciando a definire meglio quello che sognavo di fare nella vita.

Riuscii a guadagnare i primi euro su internet, un piccolo ma fondamentale passo per farmi capire le potenzialità di questo strumento.

Tutto il 2010 fu caratterizzato da viaggi in giro per l’Europa durante i weekend grazie alle offerte di Ryanair di quei tempi, (e si, ho volato davvero con 1€) e nottate passate al pc a leggere blog, studiare e perché no, sognare!

Conciliavo il mio lavoro “fisso” con la mia nuova passione, ma non era ancora sufficiente per far decollare il mio progetto di diventare un nomade digitale, termine che era ancora sconosciuto in Italia.

Mi trasferii così a Londra e cominciai un Internship in una azienda dell’est della capitale britannica, che mi diede la possibilità di fare pratica sul digital marketing.

Ho preso dei rischi durante il percorso e continuerò a farlo, perché a volte è proprio vero che è solo quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort che riusciamo a realizzare i nostri sogni più remoti.

Così è stato anche per me e durante il corso degli anni ho preferito ascoltare il mio istinto e seguire le intuizioni che mi hanno portato al cambiamento, a studiare nuove lingue e una nuova professione, a vivere in nuovi paesi e soprattutto a non avere più paura di affrontare situazioni difficili che spesso ci frenano e non ci permettono di crescere.

Parallelamente al mio lavoro in ufficio a Londra, decisi inizialmente di lanciare il blog di viaggi ViaggiareGratis.eu, e poi unire alcune collaborazioni e mettermi a scrivere la mia prima guida da vendere su Amazon, per realizzare il progetto che ormai avevo in mente da qualche anno; vivere e viaggiare per il mondo lavorando online come nomade digitale.

A fine 2013 decisi dunque di licenziarmi anche dal lavoro a Londra per dedicarmi full time al mio folle progetto, e a metà del 2014 avevo entrate sufficienti per caricarmi lo zaino in spalla e il mio laptop al suo interno, alla ricerca di cafe e connessioni wifi durante il mio primo viaggio di 2 mesi tra Messico, Belize e Guatemala.

Successivamente decisi di spostarmi prima in Europa per qualche settimana (Belgrado, Budapest e Praga) e poi in Asia (Thailandia, Vietnam e Singapore) per un totale di oltre 5 mesi, ma il richiamo del centro america era troppo forte!

Tornai in Messico agli inizi del 2015 e decisi di tenere come base Playa del Carmen per un periodo totale di 6 mesi, prima di spostarmi in Colombia tra Bogotà, Cartagena, Medellin e tutte le altre città di questa stupenda nazione in cui ho vissuto circa 10 mesi.

Nel 2016 sono partito con l’obiettivo di arrivare fino in Asia e come ti dicevo sono tornato da poco in Colombia per chiamare “casa” la ciudad de la eterna primavera, Medellin, una città moderna e all’avanguardia, nonostante quello che può pensare la gente per via della sua “fama” e delle serie televisive su Netflix.

Non solo, in questo momento la mia priorità è avere il tempo necessario per dedicarmi full time al mio lavoro e far crescere ulteriormente il mio business online, e soprattutto capire se questa città può essere una buona base per il futuro.

Inoltre voglio visitare prossimamente Argentina, Brasile, Cile, Bolivia e Uruguay, alcuni paesi che sono ancora sulla mia lista dei desideri e che si possono facilmente raggiungere dalla Colombia con prezzi abbordabili.

intervista gianluca orlandi
IG @gianluca_orlandi

 

 

” Il nomadismo digitale in Italia sta prendendo sempre più piede, perché secondo te?

Penso che sia dovuto al fatto che molte persone pensano che essere nomadi digitali consista nel viaggiare per il mondo facendosi pagare scattando qualche foto in località esotiche, per cui molti sono attratti da questa immagine, che però è molto distante dalla realtà!

Per diventare nomadi digitali innanzitutto bisogna capire che non importa il fuso orario, il luogo, la mancanza della connessione wifi o tanti altri fattori che possono verificarsi durante un viaggio; qualsiasi siano le condizioni, bisogna svegliarsi la mattina e mettersi al lavoro!

Certo, non ci sono cartellini da timbrare o orari da rispettare, e al contrario si può gestire il proprio tempo come meglio si crede, ma ovviamente ci vuole disciplina e concentrazione anche se siamo a pochi minuti di distanza da una spiaggia o da una città che non avevamo mai visto prima.

 

” Considerando la tua notevole esperienza da nomade digitale, quanto è difficile ad oggi riuscire a costruirsi una professione online?

Lo stesso livello di difficoltà che si incontra nella ricerca di un lavoro tradizionale!

Che poi in questo caso si tratta secondo me di decidere se lavorare come freelance con vari clienti o con un unico cliente a seconda dei casi, oppure decidere di diventare imprenditore digitale lavorando a progetti personali.

Si possono eventualmente provare entrambe le opzioni e con il tempo decidere quale sia più idonea per ognuno di noi, come successo a me.

Certo, ci vuole passione, studio e magari anche esperienza diretta come ad esempio successo a me a Londra, per cui se si è agli inizi bisogna prendere un po’ di tempo per capire esattamente cosa si vuole fare o cosa si vuole imparare, cominciare a studiare da autodidatta con le numerose risorse gratuite presenti sul web, provare, sbagliare e aggiustare il tiro fino a quando non si riesce a trovare quel qualcosa che ci fa scendere dal letto la mattina con la voglia di metterci davanti al pc.

intervista gianluca orlandi
IG @gianluca_orlandi

 

” LEGGI ANCHE – Jacopo Di Biase sta girando tutti i 196 paesi del mondo: ” Trovate il coraggio di correre verso ciò che desiderate realmente 

 

” Una persona che vuole diventare nomade digitale cosa deve tenere assolutamente in considerazione? Pro e contro ?

Cominciando dagli svantaggi, il non sapere come sarà la connessione wifi una volta arrivati a destinazione, doversi adattare alla nuova città cercando spazi di coworking, cafe, e tutto quello di cui si può aver bisogno durante le nostre giornate.

Bisogna rendersi conto che non si va in vacanza, e se si vuole continuare a viaggiare lavorando bisogna per forza di cose essere disciplinati e trovare il modo di conciliare uno stile di vita poco tradizionale con alcuni aspetti tipici come il lavoro, e la lontananza da amici e famiglia.

Proprio quest’ultimo è uno svantaggio non da poco, ma per fortuna in qualsiasi momento possiamo prendere un aereo e tornare nel luogo dove siamo nati e cresciuti, se necessario. Altro svantaggio può essere quello di dover lavorare più ore rispetto ad un lavoro da dipendente e magari non sapere quando e come si verrà pagati.

Ma tra i vantaggi senza dubbio la libertà di decidere come, quando, dove e con chi lavorare, svegliarsi dall’altra parte del mondo e poter continuare il proprio lavoro, come se nulla fosse, vivendo non una ma tante vite in diverse parti del globo e cambiando quando ne sentiamo il bisogno.

Per diventare nomade digitale infondo bisogna solo prenotare un volo e partire, costruendosi uno stile di vita seguendo le proprie necessità e “sogni” e aggiustando il tiro a seconda di quello che vogliamo.

Io qualche tempo fa viaggiavo più spesso, ora sarà che sto diventando “vecchio” o semplicemente voglio dedicare più tempo al mio business online, ma sto cercando di fermarmi minimo 3 mesi in ogni luogo che visito, e sono alla ricerca di una base, lo chiamo “il mio posto nel mondo” dato che non penso di tornare in Italia.

 

” Sei uno dei maggiori esperti del viaggio low cost e su questo ci assomigliamo 🙂 Riesci a viaggiare sempre con un solo bagaglio a mano, svelaci i tuoi segreti…..

Presa la decisione di licenziarmi dal mio ultimo lavoro a Londra mi accorsi che avevo lasciato a casa in Italia dai miei genitori oggetti e vestiti di cui non ho avuto bisogno durante i miei due anni di permanenza in terra londinese, perfino la macchina!

Così decisi di dedicare un paio di mesi a svuotare gli armadi, liberarmi da quegli oggetti che idealmente mi tenevano ancora legato alla mia città e crearmi un piccolo budget per cominciare a viaggiare a tempo indeterminato.

Inoltre non volevo più dovermi preoccupare di aspettare i bagagli in stiva al mio arrivo in nuove città e volevo essere libero di viaggiare solamente con un piccolo zaino da 10 kg.

Ho abbracciato così la filosofia del minimalismo e viaggio ormai da più di 4 anni con solo bagaglio a mano.

Non ci sono grossi segreti per riuscirci; durante un viaggio del genere mi sono reso conto che avevo più cose di quelle che realmente necessitavo, per cui ho cominciato a ridurre tutti gli oggetti in mio possesso.

Ora quando devo sostituire qualcosa cerco di seguire una semplice regola, fuori uno e dentro l’altro!

Ho imparato inoltre che viaggiare e vivere durante tutto questo tempo con soli 10 kg è un esercizio molto utile per essere più ordinato e organizzato, evitare di acquistare oggetti di cui spesso non abbiamo veramente bisogno ma che compriamo solamente per “consumismo” e per toglierci qualche sfizio.

Non vuol essere solo una rinuncia a qualcosa, ma al contrario si tratta di un modo per evadere dagli eccessi del mondo che ci circonda.

Qui puoi leggere un post di Gianluca molto interessante sull’argomento

intervista gianluca orlandi
IG @gianluca_orlandi

 

” Durante questo lungo viaggio avrai cambiato radicalmente anche il tuo Mindset. Ad oggi quali sono le soddisfazioni e le difficoltà più grandi che hai incontrato ?

Sicuramente la soddisfazione personale più grande è stata quella di raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissato nel corso degli anni, a partire dal trovare un lavoro all’estero nel caso di Londra, fino a quello di costruirmi uno stile di vita secondo le mie necessità e i miei sogni, andando spesso contro i consigli e i principi di chi invece mi voleva ben saldo ad un ufficio e ad una sola nazione.

La difficoltà maggiore è stata forse quella di far capire ad amici e familiari le mie scelte azzardate, il mio percorso che visto da fuori può sembrare senza senso e folle, ma per me che l’ho vissuto in prima persona senza dubbio è stata la scelta migliore per la mia vita.

 

” In molti se lo stanno chiedendo, quindi accontentiamoli! Quanto si spende a viaggiare come fai tu? A livello monetario, quanto ti serve per vivere la tua vita ?

Dipende! Qualche tempo fa spendevo 400/500€ al mese, ora forse qualcosina in più ma in linea di massima non ho bisogno di molto per vivere anche per il fatto che non ho una macchina da mantenere, non vado tutti i giorni al bar a fare l’aperitivo e non faccio più tante cose che facevo in Italia e che abbassavano notevolmente i miei risparmi.

Certo, vivere in paesi dove il costo della vita è più basso mi ha aiutato a ridurre le spese, ma in generale il viaggio mi ha insegnato a risparmiare, a non spendere soldi in oggetti inutili e spenderli in esperienze piuttosto che in beni materiali.

 

” Fantastico Gianluca, ci lasci con un ultimo messaggio per la community ?

La vita non è fatta per essere vissuta in un solo luogo!

Non è un mio aforisma ma rispecchia al 100% la mia filosofia di vita, che ho inseguito e raggiunto in questi ultimi anni.

intervista gianluca orlandi
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