Daniel Mazza: “ho lavorato 8 anni in aeroporto, ma oggi finalmente vivo grazie ai miei viaggi”

daniel mazza

Intervista a Daniel Mazza di MondoAeroporto, un ragazzo che dopo aver lavorato per 8 anni in aeroporto decide di cambiare vita e dedicarsi al 100% alla sua grande passioni per i viaggi.

In questa intervista ci racconta il suo percorso e i motivi che lo hanno portato a compiere questo grande passo.

 

Ciao Daniel, dicci chi sei e spiegaci un pò il tuo percorso…..

Ciao a tutti e grazie Nico per questo spazio.

Mi chiamo Daniel Mazza e il mio percorso nasce dopo 8 anni di lavoro presso l’aeroporto Torino Caselle.

Il mio sogno era sempre stato l’Australia, quindi dopo qualche anno decisi di intraprendere un viaggio solo andata per questa fantastica meta.

Prima di ciò avevo già creato la pagina facebook Mondoaeroporto, nei primi anni del boom di facebook, era il 2010.

Durante gli anni la pagina e il blog crescevano e 3 anni fa ho deciso di mollare tutto e dedicarmi solo al mio progetto.

Nel mezzo ci sono 2 libri, giornali, interviste, collaborazioni con enti del turismo, puntate del kilimangiaro ecc.

 

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Hai sintetizzato quasi 10 anni in poche parole. Ma dimmi, perché hai deciso di lanciare questo progetto?

Iniziai principalmente in quanto Facebook era una cosa nuova e io ho sempre amato condividere e sdrammatizzare, quindi aprii la pagina che era prevalentemente incentrata su situazioni comiche che mi succedevano in aeroporto.

Poi quando andai in Australia, cominciai a raccontare la mia vita in viaggio laggiù, e la mia paura era che le persone che mi seguivano erano interessate solo agli aneddoti comici, e non ai miei viaggi in prima persona.

Mi sbagliavo, perché notai sin da subito un forte interessamento anche per i miei viaggi.

Da li, continuai a raccontare le mie sensazioni in giro per il mondo.

Il lavoro che svolgi oggi è il sogno di molti.
Quali sono state le difficoltà maggiori nel sviluppare questo progetto?

Ci vuole un pò di fortuna, un pò di follia, un pò di perseveranza e altre cose.

Io personalmente non mi sento mai arrivato.

Una delle cose più importanti quando si lancia un progetto personale è mantenere la consapevolezza che potrebbe anche non andare bene, quindi essere pronti ad un piano B.

Io prima di arrivare a mollare tutto ho preso tante porte in faccia, tanti tentativi, molti andati a vuoto.

Dal primo passo all’ultimo, sono passati in mezzo 8 anni.

Non è una cosa immediata, anzi.

Anche oggi che con i viaggi di gruppo sta andando molto bene, ogni giorno vorrei fare meglio, vedo sempre qualcosa che potrebbe migliorare.

Si può iniziare anche oggi che il mercato è più saturo, ma è un pò più difficile di prima, perché c’è molta concorrenza, quindi bisogna creare contenuti di qualità, non essere mai la copia di qualcuno.

Un’altra cosa importante è quello di non puntare a viaggiare ” a scrocco ” , ma provare a farlo perché si ha grande passione e si ha qualcosa di bello da offrire.

 

Quando è arrivato il momento in cui hai capito di volerti dedicare solo alle tue passioni?

Data la mia incoscienza, avrei mollato anche nel 2012.

Invece poi, seguendo i consigli dei miei genitori e alcuni miei conoscenti, decisi di aspettare prendendomi un anno di aspettativa da lavoro.

Nel 2016, quindi 4 anni dopo, vedendo che il mio progetto stava prendendo la giusta strada e le richieste aumentavano, pensai: ” Il lavoro in aeroporto non mi soddisfa più, ho bisogno di mettermi in gioco, è arrivato il momento di provare a dedicare tutto al mio progetto di MondoAeroporto “.

Sapevo comunque che se fosse andato tutto male, avrei potuto tornare indietro sui miei passi trovandomi un altro lavoro.

daniel mazza

 

Prima hai detto che il mercato Travel è più saturo che un tempo.
Pensi che oggi ci siano le stesse possibilità che c’erano prima per poter creare un progetto personale legato ai viaggi?

Sono stato fortunato perché su Facebook sono stato uno dei primi a creare una pagina in tema travel, e prima l’engagement e le interazioni erano molto più semplici da ottenere.

I contenuti diventavano virali molto più facilmente.

E’ anche per questo che poi sono nati altri social come Instagram, dove l’engagement è più alto ed è più facile raggiungere le persone.

Se dovessi iniziare oggi punterei molto di più su quest’ultimo social infatti, e soprattutto sul blog se si è bravi a creare contenuti testuali.

 

Parlando invece del tuo lavoro attuale, come riesci a guadagnare con esso?

Ci sono diversi canali con cui guadagno.

I miei introiti derivano dagli enti del turismo, dalle compagnie aeree, affiliazioni, dalle commissioni dei libri e viaggi di gruppo.

Tutto questo è nato piano piano ovviamente.

I viaggi di gruppo sono stati la prima cosa che ho sviluppato.

Tutto era nato in quanto molte persone mi chiedevano consigli per viaggiare, finché sono stato contattato da un’agenzia di viaggio che mi ha proposto di fare da accompagnatore.

Tutto questo succedeva durante nel 2016, durante l’anno in cui cercavo di sviluppare il mio progetto con tutte le mie forze.

Questo mi ha permesso di poter cominciare a viaggiare e mantenermi allo stesso tempo, poi è nato tutto il resto.

 

Quali sono le difficoltà più grandi che hai oggi con il tuo lavoro?

Una delle cose più difficili per me sono la creazione dei contenuti sotto sponsorizzazione, non nel senso che per me è difficile creare questi contenuti, ma più che altro crearli in un modo che non risulti tutto troppo finto.

Io cerco sempre di fare le cose sempre nel modo più genuino possibile.

Nei viaggi di gruppo la difficoltà può essere mettere d’accordo viaggiatori diversi, quindi essere empatici e cercare di trattare le persone sempre come se fossero più amici che estranei viaggiatori.

 

Quanto è cambiata la tua vita rispetto a quando facevi un lavoro tradizionale in aeroporto?

La mia vita è cambiata molto, soprattutto il fatto che prima quando andavo in ferie partivo, mentre adesso quando vado in ferie resto a casa 😆

Oggi faccio un lavoro che mi piace, non mi pesano le ore che passo davanti al computer perché faccio una cosa che amo.

Non rinnego gli anni passati in aeroporto, perché mi hanno fatto crescere e mi hanno dato la possibilità di incontrare tantissima gente.

Anche il viaggio in Australia mi ha cambiato tantissimo.

 

Ci sono sempre più persone che lasciano tutto per provare a sviluppare progetti personali o lavorare con le proprie passioni. Secondo te perché avviene questo fenomeno?

Con l’avvento dei social questi eventi hanno una visibilità, mentre prima certi avvenimenti non si venivano a sapere così facilmente.

Poi c’è da considerare che la tecnologia sta facendo nascere tantissimi nuovi lavori, e oggi con un computer si può lavorare viaggiando da qualsiasi parte del mondo.

Le persone poi cominciano a capire che il lavoro ricopre un ruolo importante nelle nostre vite e lavorare con le proprie passioni è molto importante.

 

Quali sono stati i viaggi che ti hanno cambiato maggiormente?

E’ un pò come la domande ” qual’è il viaggio che ti è piaciuto di più “ ? 😀

L’Australia mi ha cambiato tantissimo in quanto è stata la prima esperienza.

In un anno sono cresciuto molto, soprattutto a livello mentale.

Quando si torna da un esperienza del genere ci si rende conto di quanto la visione delle cose sia mutata rispetto alla maggior parte della gente che ti circonda, soprattutto quelli che non hanno mai viaggiato.

Viaggiare ti fa aprire la mente, e quando torni è come se si volessero aprire porte che gli altri neanche vedono.

Poi in Australia ci sono tornato una seconda volta convinto di fare il boom, ma dopo 3 mesi sono tornato a casa.

Poi mi sono innamorato del Sud Est Asiatico, delle loro tradizioni e del modo di vivere che hanno queste popolazioni.

 

Perché secondo te le persone dovrebbero viaggiare di più?

Mi era giunta voce che dopo il diploma, nei paesi del nord Europa, i  ragazzi si prendevano un anno sabbatico per poter viaggiare.

Trovo sia una cosa fantastica, ma dipende anche molto come te lo fai questo anno sabbatico, perché per esempio in Australia avevo conosciuto persone che avevano tutto pagato, corso pagato e casa pagata, e poi saltavano la scuola e non prendevano nulla seriamente.

Andare in vacanza è diverso che andare in viaggio.

La cosa bella è immergersi al 100% nell’essenza del viaggio, conoscere culture diverse, una lingua diversa ecc.

 

Dalle tue esperienze sono nati anche due tuoi libri: mondoaeroporto e passeggiata a sud est. Cosa hai voluto raccontare con questi due libri?

In Mondoaeroporto ho racchiuso tutte le situazioni divertenti in cui mi sono imbattuto mentre lavoravo in aeroporto, all’interno di una storia di un passeggero in vacanza.

Passeggiata a sud est racconta i viaggi che mi hanno cambiato la vita, e nei prossimi mesi questo libro si evolverà.

 

Progetti futuri? Come ti vedi fra 10 anni?

Spero che tutto quello che ho costruito fino ad oggi sia una macchina che va avanti da sola.

Vorrei  che un giorno Mondoaeroporto sia una grande community di viaggiatori, con al suo interno accompagnatori che facciano quello che faccio io ora, aiutare le persone a scoprire il nostro folle mondo.

Quindi il paradosso è: partire per viaggiare sempre, per poi viaggiare sempre meno per fare altro.

L’obiettivo è viaggiare meno ma viaggiare meglio, che non significa viaggiare poco.

Viaggiare secondo me è un equilibrio, non deve essere fatto meccanicamente ma deve essere fatto spontaneamente.

 

Avendo la possibilità di vivere ovunque in quanto il tuo lavoro è online, perché hai scelto di fare base in Italia?

Una volta viaggiai a Bangkok, e quando tornai a casa un mese dopo, capii che certi luoghi me li voglio vivere come viaggiatore, e non come local.

Il mio amore per alcuni luoghi è talmente spropositato, che non vorrei mai che se ci vivessi e prendessi tutto il positivo ma anche il negativo, arrivassi ad un punto di non amare più in quel modo quei posti.

A volte per preservare un amore si deve fare un passo indietro.

daniel mazza

 

Segui Daniel sulla sua pagina Facebook e sul suo blog.

 

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